Imprenditrice cremonese uccisa a Mombasa, il figlio: 'Voglio andare da mio padre'
"Quanto accaduto è giunto come una doccia gelata. Non abbiamo mai avuto percezione che potesse succedere un episodio di questo tipo” dice uno dei figli, Stefano, assessore comunale a Mozzanica.
L’aggressione a Kikambala nella villetta degli Scassellatti, già titolari della ditta Seted srl di Cremona (macchine per ufficio) ed ora in pensione, è scattata ieri mattina presto, verso le sei. Scassellati è stato aggredito nel giardino della villetta, vicino al muro di cinta, da alcuni malviventi che lo hanno prima ferito a colpi di bastone e poi trascinato nella casa, in salotto. Poi si sono accaniti sulla moglie Maria Laura, che era in bagno, fino a lasciarla in terra priva di vita. Poi i malviventi hanno messo a soqquadro la casa e quindi sono fuggiti.
A far scattare i soccorsi, diverse ore dopo, è stato Fabio, un amico italiano che la coppia aspettava per il pranzo e che non avendo avuto risposta al telefono, verso mezzogiorno si è recato nell’abitazione dei due cremonesi. Ha scavalcato la recinzione e una volta in casa ha trovato i due amici sul pavimento inondato di sangue. Per Maria Laura non c’era più nulla da fare. Le urla disperate dell’amico di Maria Laura e Luigi sono state udite dai vicini di casa che sono accorsi e hanno dato l’allarme. Luigi Scassellati è stato ricoverato presso il Mombasa Hospital con gravi ferite e sotto shock.
Sono almeno sette gli italiani uccisi negli ultimi anni in Kenya, paese molto povero, nonostante il turismo non manchi. La prima vittima fu, nel gennaio 1999, Claudio Tomatis, 46 anni, ucciso da malviventi che avevano fermato un gruppo di escursionisti diretti su dei fuoristrada in un resort vicino a Nairobi
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