Ponte Po, traffico in tilt: dal barcaiolo al contadino, chi controlla stato dei manufatti?
A determinare la chiusura di Casalmaggiore quella crepa segnalata da un contadino che stava arando in golena. Se si pensa che la precedente segnalazione, quella di dieci anni fa era arrivata da un barcaiolo ci si pone qualche sospetto sul grado di manutenzione e controllo sui nostri ponti sul Po.
CASALMAGGIORE – Un colpo mortale per i collegamenti tra il casalasco e la provincia di Parma la decisione di chiudere il ponte tra Casalmaggiore e Colorno. Il traffico è andato subito in tilt con ripercussioni che si sono estese persino alla periferia di Parma in quanto pochissime sono state le informazioni riguardo la chiusura. Solo un paio di cartelli in formato necrologio funebre erano stati stampati e incollati su segnaletica preesistente con la scritta “Ponte sul Po di Casalmaggiore chiuso”.
Chi non aveva letto l’avviso è arrivato sino a Colorno per poi dover ritornare sui prorpi passi e cheidere in città che strada poter prendere. Tar questi,oltre ai camion anche parecchi automobilisti diretti a Mantova Verona e altre città del nord. Chi ha potuto orientarsi l’ha fatto percorrendo strade arginali stertte e pericolose giungendo a Brescello dove anche qui centinaia di auto erano in coda perchè il Ponte di Viadana non riceveva tutto quel flusso.
Fino al giorno prima anche questo viadotto era regolato da senso alternato per i controlli sottostanti. Semaforo che è stato tolto pur non riuscendo ad agevolare il transito. Il percorso da Casalmaggiore a Parma, fino a giovedi mattina di 25 chilomentri, poche ore dopo, in seguito allo stop sul ponte, si è allungato di una quarantina di chilometri causa la deviazione per Viadana. Per non parlare dell’altra opportunità di San Daniele dove ancora non sono iniziati (e finanziati) i lavori nonostante da un paio di mesi esista un senso unico alternato di due chilometri.
Con i problemi immaginabili per i pendolari i quali non tutti possono scegliere il treno. A determinare la chiusura di Casalmaggiore quella crepa segnalata da un contadino che stava arando in golena. Se si pensa che la precedente segnalazione, quella di dieci anni fa era arrivata da un barcaiolo ci si pone qualche sospetto sul grado di manutenzione e controllo sui nostri ponti sul Po.
Rosario Pisani