Cronaca

Ponte Po, arriva l'imprevisto: Edil 2000 fa ricorso, si allungano i tempi di apertura

La ditta ricorrente chiede al Tar (Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna, sede di Parma) l’annullamento degli atti della gara e la sospensione cautelare

PARMA – Ora c’è anche la conferma: c’è un ricorso sull’assegnazione del bando per i lavori di sistemazione di Ponte Po. Al momento non siamo in grado di dirvi in che termini è stato presentato. E’ stata Edil 2000 a presentarlo, sigla che unisce un pool di aziende guidate da Mecos srl.

Si sa qualcosa in più anche sui termini del ricorso presentato. Il bando originale premiava con 24 punti la ditta o il pool di aziende con il responsabile di cantiere dal curriculum più nutrito, quello cioé che avrebbe potuto garantire maggiore affidabilità in un lavoro così delicato. Edil 2000 per questo motivo avrebbe scelto un responsabile tra i migliori in circolazione. Secondo quanto evidenziato nel ricorso di questa voce, nella successiva assegnazione del bando, non si sarebbe tenuto conto. Coi i 24 punti di quella voce Edil 2000 era sicura di aggiudicarsi la partita. Edil 2000 ha chiesto dunque l’annullamento degli atti di gara e la sospensione cautelare.

A stretto giro è arrivato anche il comunicato della provincia di Parma (non si fanno nomi di ditte in questo scritto), che riportiamo integralmente. “La Provincia di Parma – Servizio Viabilità comunica che è stato presentato un ricorso contro l’assegnazione dei lavori per il ponte sul Po di Colorno – Casalmaggiore, aggiudicati al raggruppamento temporaneo di imprese Micheli – Coimpa. In base alla normativa, è diritto di tutte le ditte concorrenti opporre ricorso alla decisione dell’Amministrazione.

I lavori della Commissione si sono conclusi il 15 ottobre scorso, con l’invio delle comunicazioni Pec alle ditte che hanno partecipato alla gara; da quella data sono decorsi i 30 giorni naturali e consecutivi entro cui le ditte concorrenti possono ricorrere contro le decisioni della Commissione. Il termine per la presentazione dei ricorsi quindi scade oggi, mercoledì 14 novembre, ma fa fede il timbro postale, quindi nei prossimi giorni potrebbero arrivare altri ricorsi per posta.

La ditta ricorrente chiede al Tar (Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna, sede di Parma) l’annullamento degli atti della gara e la sospensione cautelare. La Commissione è convinta delle proprie decisioni e del lavoro svolto, per cui la Provincia di Parma si opporrà alla richiesta. Il ricorso potrebbe allungare i tempi per i lavori del ponte, dipenderà dal pronunciamento del Tar.

“Ci auguravamo che non vi fossero ricorsi, in considerazione dei forti disagi che stanno subendo le popolazioni rivierasche – afferma Gabriele Annoni dirigente del Servizio Viabilità delle Provincia di Parma e presidente della Commissione giudicatrice dell’appalto – Ma purtroppo, stante l’attuale Codice degli Appalti, sono frequenti i ricorsi in procedimenti di appalto di queste dimensioni”.

Dunque non è stata la seconda ditta classificata, come era lecito attendersi – ossia la Preve, giunta a soli 20 centesimi di punto dalla Coimpa vincente – a fare ricorso, bensì l’ultima delle ditte, lontanissima in graduatoria e staccata di quasi 18 punti percentuali. Del resto, matematica alla mano e anche tenendo conto di coefficenti e calcoli complessi, quei 24 punti in questione potrebbero ribaltare tutto. Tra poche ore si avrà una certezza definitiva, anche perché peraltro non è detto che il ricorso sia uno solo, essendovi state due richieste di accesso agli atti: del resto quei 3.5 milioni di euro di appalto fanno gola e almeno un ricorso era, per certi versi, atteso. I tempi per presentare tale ricorso, ufficialmente, scadono giovedì: dunque la doccia gelata, la beffa delle beffe, è giunta proprio sul gong.

Nazzareno Condina

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