Piadena Drizzona, minoranza su stemma: "Privatizzato il pubblico, rischiando anche il falso storico"
"Non è solo un problema di stemma e gonfalone - ha concluso Cantoni - dato che lo stesso problema emerge se parliamo di statuto e regolamenti, ossia le regole del gioco che resteranno negli anni, anche quando cambierà l’amministrazione".
PIADENA DRIZZONA – Torna a fare discutere il nuovo stemma con gonfalone del comune di Piadena Drizzona. Tanto che la minoranza lancia la possibilitĂ che si prefiguri il falso storico. A tornare sulla questione sono stati i consiglieri di minoranza Ivana Cavazzini, Andrea Cantoni e Andrea Volpi durante una conferenza stampa convocata sabato mattina. “La popolazione deve sapere cosa è avvenuto in consiglio comunale – ha attaccato Cavazzini – perchĂ© è accaduto un fatto gravissimo per diverse ragioni”.
Come noto, il sindaco Matteo Priori assieme alla giunta hanno votato stemma e gonfalone, bocciando però quello che era stato proposto da un concorso di idee lanciato dalla precedente amministrazione “perchĂ© non rispondente ai criteri dell’araldica nazionale”. “E’ scorretto il fatto che il sindaco non abbia ritenuto – spiega Cavazzini – di convocare una Commissione ad hoc, la quale si doveva occupare pure di altri processi: oltre al gonfalone e allo stemma, anche statuto e regolamento comunale, ad esempio. E’ come se in una partita di calcio un giocatore facesse l’arbitro: le regole devono essere condivise, poi possiamo pure discutere con le nostre idee, ma una Commissione serviva”.
“Il secondo punto – aggiunge Cavazzini – riguarda la procedura. Non abbiamo trovato nĂ© incarichi nĂ© delibere agli atti. Questo è irrituale e scorretto. Anche perchĂ© il comune non ha nessun obbligo o scadenza immediata, dunque non capiamo questa fretta. I comuni peraltro non hanno l’obbligo nemmeno di elaborare uno stemma con tutti i crismi dell’araldica, altrimenti l’Ufficio Araldico Nazionale cosa ci sta a fare? Il comune doveva approvare in via collegiale il nuovo stemma e il gonfalone, così invece abbiamo avuto la decisione di una sola persona”.

L’affidamento del disegno del gonfalone e dello stemma allo Studio Pasquini è un altro punto critico. “Non stiamo discutendo la professionalitĂ di questo studio – spiegano dalla minoranza – ma perchĂ© cestinare la proposta frutto di una concertazione coi cittadini e di un bando? Il sindaco ha detto che quello stemma non rispondeva ai criteri dell’araldica, ma non deve essere lui a dirlo, bensì l’Ufficio Araldico Nazionale. Peraltro nel nuovo stemma le tre torri, di cui due non merlate, sono diventate un fortilizio: da approssimazione a falso storico è un attimo. Magari fra 50 anni – dato che stemma e gonfalone sono una cosa che rimane nel tempo – penseranno che a Piadena Drizzona c’era un maniero. E pure l’aquila è diventata un pollo, ma questa è solo una battuta”.
La minoranza non accetta nemmeno che si sia deciso di votare in consiglio se il gonfalone dovesse avere o meno le code. “Sembrava un concorso a punti. E’ stato un atto grave, perchĂ© ha deciso una sola persona ma è tutta la comunitĂ a ritrovarsi in quei simboli”. “Di fatto – ha aggiunto Volpi – il sindaco Priori, che è un appassionato di araldica, ha privatizzato una sua passione e l’ha spostata in consiglio dicendo, ci penso io. Ma non è corretto. PerchĂ© ad esempio, se proprio voleva cestinare lo stemma precedente frutto del bando, non ha chiesto a tre studi di fare tre proposte, per poi fare votare la migliore? Noi per la Fiera Settembrina proponemmo tre diverse tipologie di mostre e condividemmo con la popolazione. Preciso che in Commissione non sarebbero serviti esperti di Araldica, ma avremmo scelto insieme una linea da seguire: qui si è saltato un passaggio”.
“Non è solo un problema di stemma e gonfalone – ha concluso Cantoni – dato che lo stesso problema emerge se parliamo di statuto e regolamenti, ossia le regole del gioco che resteranno negli anni, anche quando cambierĂ l’amministrazione. Ci deve essere una delibera per ogni atto che si concretizza, e qui non l’abbiamo trovata. Aggiunto che siamo stati contestati per avere portato avanti la fusione a colpi di maggioranza quando eravamo in amministrazione: non è vero perchĂ© ci sono state raccolta di firme e referendum. E, in ogni caso, Priori col gonfalone e lo stemma ha fatto la stessa cosa, sapendo di avere i numeri in consiglio”.
Giovanni Gardani