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Gli studenti orafi francesi e quelli di Valenza a 'scuola' di Bijou a Casalmaggiore

I ragazzi sono stati divisi in due gruppi: mentre il primo gruppo veniva accompagnato per una visita a punti significativi della città (San Rocco, il Duomo, il fiume tra gli altri) il secondo gruppo ha scoperto il particolare museo

CASALMAGGIORE – Da Valenza Po e dalla Francia per visitare il museo del Bijou, capirne ed approfondirne la storia e partecipare ad un laboratorio per la realizzazione di un oggetto di bigiotteria con materiale povero. Questa mattina dal comune dell’Alessandrino noto per le lavorazioni orafe un pullman ha portato in città – nell’ambito del progetto Erasmus – due classi del liceo professionale con indirizzo orafo Jean Guéhenno di Saint Amand Montrond e dell’Istituto Cellini Liceo Artistico Carrà di Valenza Po con i referenti del progetto Jean Pierre Marcadier e Gils Trébuchet (per la Francia) e Alessandro Maria Montaldi (per Valenza).

I ragazzi sono stati divisi in due gruppi: mentre il primo gruppo veniva accompagnato per una visita a punti significativi della città (San Rocco, il Duomo, il fiume tra gli altri) il secondo gruppo ha scoperto il particolare museo, vanto di Casalmaggiore. Ai ragazzi, con traduzione, è stata spiegata la storia del Bijou a Casalmaggiore, i piccoli laboratori di Galluzzi ed i lavori di fabbrica del placcato oro e dei materiali poveri. Agli studenti – particolarmente interessati – è stata mostrata l’evoluzione del Bijou a Casalmaggiore, dalla fine del 1800 sino ad arrivare al 1970, anno di chiusura della produzione.

I ragazzi ed i professori hanno chiesto, valutato tutti gli oggetti in esposizione, particolarmente attenti alla storia della produzione, che è pure storia del costume del nostro paese. Gli anelli a nodo per chi non aveva soldi, gli oggetti che finivano nelle uova di Pasqua, le imitazioni dei gioielli, la produzione maschile (che si arrestò nel 1930), i macchinari. Al termine della spiegazione ottimamente data dal personale e dai volontari del museo guidato da Letizia Frigerio, gli studenti hanno avuto modo di partecipare al laboratorio in cui hanno realizzato bijoux a partire dalla carta.

Nel pomeriggio poi i gruppi si sono scambiati, il primo in visita in città ed il secondo al museo. Per tutti è stata una mattinata interessante ed intensamente vissuta. Gli ‘orafi’ di domani hanno avuto modo di confrontarsi con l’arte povera e speciale di ieri. Quell’arte che ha visto nel ‘900 Casalmaggiore come centro più importante dell’intera produzione italica.

Nazzareno Condina

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