Coronavirus, da Dosolo un grido di dolore: "Sport, unica attività completamente vietata"
Continuo a sostenere che il movimento resta e rimarrà ai primi posti come fonte primaria di prevenzione, di salute, di benessere sia psicologico che fisico. Sono dispiaciuto e rimango come ogni giorno in attesa di poter proseguire
DOSOLO – E’ un grido di dolore, quello di Marco Schianchi, titolare della Palestra Fitnesstudio di Dosolo. Il grido di chi, da un giorno all’altro e proprio a causa del coronavirus, si ritrova a non poter portare avanti la propria attività. Non è una polemica contro le norme restrittive, s’intende, ma contro la ‘disparità’ di trattamento tra attività diverse.
“Purtroppo – scrive Marco sulla pagina della palestra – il settore sportivo Lombardo sta avendo un trattamento differente da tutte le altre attività produttive riguardo alle normative anti- contagio. Giustamente tutte le altre attività a rischio hanno avuto delle ristrizioni ma possono in qualche modo continuare il proprio lavoro.
LO SPORT INVECE NO. L’unico settore completamente vietato.
Sarebbe stato forse più logico dare la possibilità alle persone di muoversi e di farlo come sempre guidati e monitorati da professionisti, limitando gli ingressi (che in questo periodo si limitano da sé considerato il terrore accumulato) e prendendo misure speciali considerato il momento.
Continuo a sostenere che il movimento resta e rimarrà ai primi posti come fonte primaria di prevenzione, di salute, di benessere sia psicologico che fisico. Sono dispiaciuto e rimango come ogni giorno in attesa di poter proseguire il mio lavoro e dare la possibilità attraverso il movimento di far star meglio le persone”.
N.C.