Antonella Barili, riflessioni sul palazzetto: "Preserviamo i nostri luoghi del cuore"
.. mi piace sognare (a chi non piace !). Sogno che possa un giorno esistere un riconoscimento UNESCO minore, dedicato a piccole realtĂ che anche se non sono patrimonio dell'umanitĂ intera, sono patrimonio di coloro i quali in quelle realtĂ vivono
CASALMAGGIORE – La prima lettera l’aveva scritta chiedendo di conservare l’anonimato, non abituata al clamore mediatico. La seconda ha invece voluto che la mettessimo sul giornale, perchĂ© Ă© tempo di metterci la faccia. Lei Ăš AB, al secolo Antonella Barili. Per chi non la conoscesse Ă© la moglie di Franco Frassanito. In tanti la vedono al bancone del CaffĂ© Centrale accogliere le persone sempre col sorriso.
L’area in cui sorgerĂ il palazzetto dello sport la conosce bene. Ci va a camminare. La sua prima lettera (che riproponiamo) aveva girato il web, condivisa da tanti contatti.
“… i turisti che da Cremona in bicicletta arrivano a Casalmaggiore percorrendo l’argine – scriveva – si trovano davanti uno scorcio di paese che Ăš una meraviglia. Sono accolti dalla stupenda S.Maria, dal verde lussureggiante degli Amici del Po, dal delizioso parchetto di via Italia e, piĂč avanti, dall’inossidabile Lido Po con la poetica finestra. Superata la sbarra, all’improvviso il Po, maestoso nel suo tratto forse piĂč bello. Poi scendono in piazza e si fermano nei bar per una pausa di ristoro. Mi piace scambiare con loro qualche parola e tutti, ma proprio tutti, mi parlano dall’emozione provata arrivando dell’argine. Questo fatto mi inorgoglisce perchĂ© so di abitare in un paese bello, con angoli talmente suggestivi che continuano ad emozionarmi nonostante li veda da sempre. Ecco, sapere che uno di questi verrĂ probabilmente rovinato dalla costruzione di un enorme palazzetto dello sport, mi fa male al cuore (non so dirlo meglio di cosĂŹ). Non entro nel merito se l’opera sia necessaria, non ne ho le competenze, chiedo solo se non sia possibile realizzarla altrove o trovare delle soluzioni alternative. Mi piacerebbe che i promotori e i sostenitori del progetto facessero una passeggiata su quel tratto di argine all’alba o al tramonto ma anche in qualsiasi altro momento della giornata e si chiedessero se davvero vogliono prendersi la responsabilitĂ di mortificare tale meraviglia e di essere per questo ricordati. Il “bello” va preservato, accudito, coccolato e, questo di cui sto parlando , non Ăš ‘bello’, Ăš di piĂč…”
Il secondo contributo Ăš arrivato ieri.
“… mi piace sognare (a chi non piace !). Sogno che possa un giorno esistere un riconoscimento UNESCO minore, dedicato a piccole realtĂ che anche se non sono patrimonio dell’umanitĂ intera, sono patrimonio di coloro i quali in quelle realtĂ vivono. Nel mio sogno il nostro Po, la nostra golena, il nostro argine verrebbero candidati e, non ne ho dubbi, otterrebbero questo ambĂŹto e prestigioso riconoscimento. Ma qui il sogno s’interrompe… quel premio non esiste, non ancora. E se ce lo inventassimo tutti noi il nostro piccolo sito UNESCO? Dai, facciamo finta come da bambini. Bene, adesso non ci rimane che tutelarlo con amore, rispetto e determinazione. E non sia mai che a qualcuno venga in mente di costruirci sopra un orribile ammasso di catrame e cemento! Non si puĂČ, il nostro piccolo SITO UNESCO, il nostro prezioso gioiello non si tocca! Qui non si contesta lo schieramento politico che sta portando avanti il progetto della costruzione del palazzetto dello sport sul terreno tra la scuola Marconi e l’argine, vicino alla stupenda chiesa di S.Maria. In questo caso specifico non dobbiamo essere pro o contro questa amministrazione, ma unicamente a favore del nostro paese , decisi a non far ‘violenza’ a un’area che chissĂ quanti ci invidiano e vorrebbero avere. Qui deve scattare l’orgoglio di vivere in un paese della ‘bassa’ che non ha rivali in fatto di bellezze naturali e non indossare i panni del fan a tutti i costi solo perchĂ© Ăš un progetto dell’area politica che ci rappresenta. Se non ricordo male quest’idea di palazzetto sportivo nacque nel tempo di Silla che era di schieramento opposto a questo che lo sta attuando. Ecco saremmo stati contrari e ci saremmo opposti ugualmente! Qui non si tratta di destra o sinistra, ma di Casalmaggiore, di uno scorcio che quando lo vedi e lo ‘guardi’ con attenzione, gli occhi si inumidiscono…”
N.C.