Cronaca

Sharon Azzini, il prestigioso diploma al tempo del ponte (morto). Una storia a lieto fine

Abitando a Rivarolo del Re, mi era impossibile continuare a fare avanti e indietro passando per Viadana, avrei perso quasi tre ore al giorno e coi ritmi della scuola era impensabile

RIVAROLO DEL RE – Il diploma nel tempo del ponte. Quel ponte chiuso ormai da quasi 8 mesi, neppure pronto ancora ad essere imbellettato. Fine pena – al momento – mai. Perché sarà probabilmente pena anche dopo, anche quando verrà – forse a metà del 2019, se tutto va bene – riaperto. Ma quella che oggi vogliamo raccontarvi è una storia a lieto fine, nonostante quell’infrastruttura maledetta e ai tanti ‘lungimiranti attori’ che ci girano attorno.

E’ la storia di Sharon Azzini di Rivarolo del Re. Pasticcera professionista diplomata all’Alma di Colorno e ora in attesa di un posto fisso. Il 20 aprile scorso si è tenuta la cerimonia finale di consegna dei diplomi di 53 neo pasticceri professionisti. La grande e sfarzosa cerimonia é stata fatta presso l’Auditorium Paganini a Parma, atto ad accogliere alunni, parenti, Chef, corpo docente ed il grande buffet allestito per tale serata. Tra i festeggiati c’era anche lei.

“Il mio percorso – ci racconta – è iniziato il 13 febbraio dell’anno scorso con il corso di tecniche base di pasticceria italiana presso l’Alma di Colorno della durata di 5 settimane. Poi ho ripreso il corso superiore di pasticceria il 29 agosto 2017, full-time, che mi ha costretta a trovare un appartamento a Colorno a causa della chiusura del ponte che mi collegava con la scuola. Abitando a Rivarolo del Re, mi era impossibile continuare a fare avanti e indietro passando per Viadana, avrei perso quasi tre ore al giorno e coi ritmi della scuola era impensabile”.

La scelta quella di spostarsi da casa sua a Colorno, con tutto quello che alla scelta conseguiva: a partire dalle spese. “Sono stato mesi difficili, tosti, in cui passavo più tempo a scuola che a casa. Tra scuola, studio ed esami non avevo più tempo per altri svaghi ma non mi importava perché la pasticceria era la mia vera passione ed ero ben lieta di imparare sempre di più. In quei tre mesi e mezzo scolastici sostenni i vari esami e le demo furono anche presiedute da chef rinomati come Davide Comaschi”.

“Arrivò poi il periodo dello stage, duro anche quello. Mesi in cui provai cosa significava vivere freneticamente come un pasticcere e tutto ciò mi insegnò che l’arte bianca è in continua evoluzione e per ottenere risultati bisogna lavorare sodo. Lo stage si è concluso il 6 aprile. Poi ho affrontato gli esami”.

Racconta con particolare orgoglio la propria esperienza Sharon: “Lunedì 16 aprile tutti noi alunni giungemmo, dopo mesi che ci avevano visti in stage in tutta Italia, alla Reggia di Colorno e la sfida più ardua fu trasportare in viaggio senza rompere o sciogliere la nostra pièces sulla quale avremmo dovuto rappresentare i nostri dolci mignon. La mia pièces rappresenta l’albero della vita, i mignon i fiori. Sono stati quattro giorni intensi in cui abbiamo discusso la tesi elaborata in quei pochi momenti liberi che lo stage ci permetteva. Tema centrale dell’esame la torta allo zabaione. La Commissione era composta da chef e giornalisti”.

Sharon è brava, ed ha molta creatività. I suoi dolci hanno stupito la Commissione ed il diploma è stato la conseguenza di quel sacrificio. Di studio ed anche, come scritto all’inizio, di logistica. Costretta, pur studiando a non più di una quindicina di chilometri da casa, a trasferirsi al di là del fiume per portare a termine il proprio sogno.

“Gli esami – prosegue – si sono conclusi con la consegna dei diplomi durante la quale presidente e direttore ci hanno dato gli attestati che ora ci permetteranno di avviarci in questo mondo lavorativo. I miei obiettivi futuri sono di esercitarmi presso laboratori di pasticceria in modo da recepire quanta più tecnica e metodologia possibile. L’esperienza che farò lavorando mi permetterà, spero, di aprire un giorno una mia pasticceria e di vendere ciò che io stessa faccio. Ma già aver ottenuto questo traguardo mi rende orgogliosa di me stessa perché il lavoro sodo mi ha ripagata di tutti gli sforzi fatti da me e soprattutto dai miei genitori che hanno sgobbato per potermi pagare questa prestigiosa scuola e la trasferta a Colorno. Ora sono in cerca di un lavoro ma disposta anche a spostarmi pur di lavorare”.

Al di qua o al di là dal fiume, con tutto quel che ne consegue. Anche il lavoro, al tempo del ponte morto, é una scelta che implica sacrifici. Più di quelli che la vita, già di per se stessa impone. Sorride Sharon: lei ha scelto la dolcezza, anche nella vita. E’ brava, il lavoro verrà. Intanto c’è il prestigioso diploma conquistato da festeggiare in questi giorni. E tutta una vita davanti per provare a realizzare i sogni.

Nazzareno Condina

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