Sport

Beppe Bosoni, epopea tra i pali: "A 59 anni torno in porta con gli Amatori"

“Giocai in categoria, in Seconda per la precisione, fino a 48 anni, con il Gussola. Poi decisi di smettere: oggi però è tutto più sostenibile e io mi diverto ancora. Dire che sono in forma è forse un eccesso, ma ci provo” spiega il gussolese.

Nella foto Giuseppe Bosoni oggi e la Casalese 1988-1989, dove Bosoni è il quarto da destra nella fila più in alto

GUSSOLA – Semplicemente over 35? No, qui siamo di fronte a un super over. E l’elisir di eterna giovinezza – siamo pronti a scommetterci – vi farĂ  scappare una lacrimuccia di nostalgia. Era il 1988-1989, Prima categoria: la Casalese di Giovanni Oliva chiude al secondo posto il suo campionato e sale in Promozione. A quell’epoca l’Eccellenza non esiste ancora (arriverĂ  un paio di stagioni dopo) e quel salto di categoria rimane una delle piĂą belle imprese della storia biancoceleste. PerchĂ© in quella squadra giocano ragazzi del territorio, del Casalasco, incarnando peraltro il progetto giovani voluto dalla societĂ .

In porta c’è Giuseppe Bosoni di Gussola che, essendo un classe 1959, ha 30 anni ed è uno dei più esperti: in attacco un giovane Paolo Pacchioni, classe 1970, alle spalle una Juniores con Castoldi, Castellani e Ressi. Tra parentesi mettiamoci pure Tony Torchio, figura mitica al vecchio “Comunale” di via Corsica, il custode, che oggi osserva il pallone rotolare da un’altra dimensione, ma a tutti ha lasciato ricordi indelebili come i fischi (e gli insulti agli arbitri di passaggio) del suo merlo indiano… Torniamo a bomba: gli stessi nomi di quei tempi andati, e mettiamoci dentro pure Arcari, tanto per gradire, oggi si sono ritrovati con la maglia del Cicognara-Cogozzo, che gioca nel campionato Uisp di Mantova. E che, dopo due partite, ha 4 punti frutto di un successo esterno a Marmirolo e di un pareggio interno. La novità è che la chioccia, il meno giovane, è ancora una volta proprio “Beppe” Bosoni. Che però di primavere ne ha qualcuna in più, stavolta… “A 59 anni ho deciso di rimettermi in gioco: l’ho fatto per vedere in quali condizioni pietose fossi, undici anni dopo la mia ultima partita ufficiale”.

Giuseppe, che ufficialmente fa il secondo (ma guai a considerare semplice panchinaro il “vecchietto”), è in effetti sempre stato longevo. “Giocai in categoria, in Seconda per la precisione, fino a 48 anni, con il Gussola. Poi decisi di smettere: l’impegno era importante, tre o quattro allenamenti a settimana più la partita. Qui invece ci alleniamo il venerdì e giochiamo le partite il lunedì. E’ tutto più sostenibile e io mi diverto ancora. Dire che sono in forma è forse un eccesso, ma ci provo”.

Sulla forma fisica, in realtĂ , garantisce Paolo Pacchioni, che è il mister di questa squadra: classe 1970, dopo avere insegnato al calcio comprensoriale e non solo come si calciano le punizioni dal limite, ha scelto la panchina. E pare ci sia stato il suo zampino nel convincere il portiere gussolese. “Poter giocare con ragazzi che ho visto crescere e coi quali ho condiviso bei ricordi è stato decisivo – ammette Bosoni – ma un ruolo decisivo l’ha giocato la sopraggiunta etĂ  della pensione. Da quest’anno ho finito col lavoro e ho un po’ piĂą di spazio di manovra. GiĂ  l’anno scorso provai sempre a Cicognara e Cogozzo, ma tra lavoro e calcio, rischiavo di non avere piĂą tempo per la famiglia, anche perchĂ© lavorando nel parmense, col ponte chiuso, era un bel casino. Adesso i tempi sono maturi per riprovarci: non è facile, ma con un po’ di sforzo qualcosa di buono posso ancora combinare. Ne sono convinto, altrimenti non sarei tornato tra i pali. L’impegno, infatti, piĂą che fisico è mentale”.

Il ruolo di portiere è un must a casa Bosoni, ereditato dai figli. “Andrea ora gioca in Promozione a Povegliano, nel veronese. Abita a Roverbella e si sposta da lì. Matteo invece ha smesso, fa qualche partitella con gli amici ogni tanto. E così, quasi in un passaggio di consegne al contrario, ho ripreso io”. Sì, un Bosoni in porta si ritrova sempre: Casalese, Gussola, ora Cicognara e Cogozzo. “A Casalmaggiore nel 1990 lasciai dopo un litigo con mister Oliva: oggi dico che fu una stupidata, ma all’epoca era una questione di orgoglio. Poi si cresce e certi errori o certi screzi magari vengono mitigati dal tempo e dalla maturità: oggi ci rido su. Già allora ero uno dei più esperti in effetti, oggi eccomi qui, a quasi 60 anni, a rifare la chioccia…”.

Sveliamo un segreto: chi è il più in forma di tutti? “Naturalmente io”. Scherzi a parte? “A parte me, si danno tutti da fare, però sono anche più giovani di me quindi hanno questa “scusante” per correre più del sottoscritto, e non solo per il ruolo. Se però devo dire un nome, beh, Lorenzo Ressi è sempre stato un professionista vero e quella caratteristica non ha età: per lui il calcio è un mestiere e come tale, in qualsiasi campionato, va interpretato con la massima serietà”. Beppe, sul finale ce lo puoi dire: ma chi te l’ha fatto fare? “Nessuno, ho scelto di testa mia. Come sempre del resto”.

Giovanni Gardani

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...