Cronaca

Punto Nascite, verso la battaglia al Tar: ecco le parti in gioco (con avvocati) e le integrazioni di Rizzo

La Regione sarà difesa dagli avvocati Pio Dario Vivone e Maria Emilia Moretti, mentre il Ministero dall’avvocato Paolo Biglione Di Viarigi. Intanto l'avvocato Rizzo riporta due punti a integrazione delle memoria presentata al Tar.

CASALMAGGIORE – Mercoledì 14 novembre verrà discussa, come noto, la richiesta di sospensiva dei comuni del comprensorio Oglio Po contro la chiusura del Punto Nascite di Vicomoscano davanti al Tar della Lombardia con sede a Brescia. Sin qui i documenti erano rimasti top secret, ma ora qualcosa emerge: in particolare è notizia di sabato mattina la costituzione di Regione Lombardia e del Ministero della Sanità, che hanno chiesto di poter prendere parte al dibattimento. La Regione sarà difesa dagli avvocati Pio Dario Vivone e Maria Emilia Moretti, mentre il Ministero dall’avvocato Paolo Biglione Di Viarigi. Come noto i comuni del casalasco-viadanese saranno invece difesi dall’avvocato cremonese Antonino Rizzo.

Quest’ultimo ha aggiunto una memoria integrativa alle motivazioni del ricorso già presentate nei giorni scorsi e depositate dopo la metà di ottobre, sulle quali vige il massimo riserbo, pur sapendo – per logica – che uno dei punti fermi sta nell’errore contenuto nella richiesta di deroga, che indica da Casalmaggiore a Cremona una distanza di molto inferiore a quella effettiva. Dalla memoria integrativa, invece, qualcosa emerge: si sa che quest’ultima verte su due punti fondamentali, che si sommano a quello appena illustrato contenuto già nella prima parte del ricorso.

Da un lato, infatti, l’integrazione precisa che l’Asst di Cremona ha comunicato ufficialmente la chiusura del Punto Nascite di Casalmaggiore solo il 30 ottobre, ossia poche ore prima della sua effettiva chiusura, avvenuta la sera del 31 ottobre: un modo per evidenziare, dal punto di vista dei ricorrenti, la scorrettezza di Asst Cremona; dall’altro lato è stata illustrata la vicenda del parto avvenuto in casa a Casalmaggiore, per rimarcare quanto sia delicata la questione e quanto possa essere rischioso per una partoriente avere il Punto Nascite più vicino a 40-50 minuti di auto, come in effetti accade ora a Casalmaggiore.

Se Regione e Ministero non hanno presentato memorie difensive, preferendo presentarsi al dibattimento e in quella sede discutere, lo stesso non può dirsi per il ricorso dell’avvocato Rizzo. “I ricorrenti desiderano, in proposito – scrive proprio Rizzo in uno dei passaggi più interessanti – rilevare come sia inconsueto che, rispetto ad un termine generale fissato per il 31 dicembre 2018, la ASST di Cremona abbia disposto la chiusura del punto nascita con solo poche ore di preavviso. Ciò ha impedito ai ricorrenti di avere la prova che sarebbe stata necessaria ai fini dell’ottenimento di un decreto cautelare presidenziale”. Ossia, aggiungiamo noi, di una sospensiva che il 14 novembre verrà concessa o respinta.

G.G.

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