Case popolari, Piloni (Pd): "Col nuovo regolamento stessi problemi e caos con reddito cittadinanza"
"Il nuovo regolamento non risolverĂ i problemi, non creerĂ il mix sociale necessario ai quartieri popolari e complicherĂ le procedure di assegnazione degli alloggi" spiega il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni.
MILANO – Il nuovo regolamento di assegnazione degli alloggi popolari, approvato lunedì dalla Giunta regionale, dopo aver integrato le osservazioni della commissione consiliare, non risolve il problema del conteggio o meno del Reddito di cittadinanza ai fini del calcolo del reddito Isee degli inquilini. Il giudizio del Pd, che pure spiega di avere contribuito non poco a introdurre migliorie al regolamento, rimane negativo.
“Il nuovo regolamento non risolverĂ i problemi, non creerĂ il mix sociale necessario ai quartieri popolari e complicherĂ le procedure di assegnazione degli alloggi – spiega il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni –. Soprattutto rimane senza risposta, a due giorni dall’entrata in vigore, il dilemma sul reddito di cittadinanza, che rischia di creare una grande disparitĂ tra gli inquilini delle case popolari. Se il reddito di cittadinanza verrĂ conteggiato ai fini del reddito Isee, infatti, la fascia di reddito piĂą bassa non esisterĂ piĂą, mentre se non verrĂ conteggiato, si creerĂ una grossa disparitĂ tra inquilini a pari reddito, da sussidio statale o da lavoro. Che cosa aspettano a risolvere il dubbio?”.
Come spiega Piloni, infatti, il percettore di reddito di cittadinanza si vedrebbe beneficiario del sussidio, compreso di una quota destinata all’affitto superiore al canone stesso, mentre un cittadino con un introito annuale uguale, ma proveniente dal proprio lavoro dovrebbe continuare a pagare l’affitto. Questo dilemma, peraltro, riguarda tutte le misure legate all’Isee.
Il Pd ha comunque apportato in commissione alcune importanti migliorie: il reddito di decadenza, ovvero la soglia oltre la quale non si ha piĂą diritto a rimanere nella casa popolare, salirĂ da 30mila a 35 mila euro, e questo è un tema che riguarda principalmente molti anziani che oggi, per essere proprietari di un piccolo immobile al paese d’origine o per avere depositato la liquidazione in banca, si vedono aumentare il reddito Isee rischiando di trovarsi, appunto, in decadenza. A ciò si aggiunge la possibilitĂ , fino ad oggi negata, di ampliare il proprio nucleo familiare in favore dei genitori: in questo modo l’assegnatario può portare a vivere con sĂ© il genitore anziano con il conseguente vantaggio sia per la famiglia che per l’ente gestore.
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