Oratori pronti a pensare le proposte per l'estate. Don Arienti: 'Necessario fare rete'
“Avevamo ipotizzato un percorso con un documento a metà aprile, in cui avevamo ipotizzato un orizzonte di azione per il domani. Adesso però il domani è diventato l’oggi e stiamo ragionando su come dare una cornice alle future azioni. L’idea centrale è di riprendere il dialogo con le amministrazioni e i territori".
Una grande sfida educativa, che deve essere affrontata con un lavoro di rete a livello territoriale: questo l’auspicio della Federazione Oratori di Cremona, che si sta preparando a un’estate in cui sarà necessario fornire una risposta educativa a bambini, ragazzi e giovani, ma allo stesso tempo garantire le normative di igiene anti-covid. Una sfida importante, che può essere vinta solo “facendo rete con le istituzioni”, sottolinea don Paolo Arienti, presidente della Focr. “Avevamo ipotizzato un percorso con un documento a metà aprile, in cui avevamo ipotizzato un orizzonte di azione per il domani. Adesso però il domani è diventato l’oggi e stiamo ragionando su come dare una cornice alle future azioni. L’idea centrale è di riprendere il dialogo con le amministrazioni e i territori. Dobbiamo tenere presente che qualsiasi cosa sarà possibile organizzare, dobbiamo scordarci il classico grest”.
Il problema del distanziamento sociale è infatti uno degli aspetti primari da mettere in campo: niente grupponi di bambini e adolescenti, dunque, ma piuttosto “piccoli gruppi strutturati o incontri a distanza” sottolinea ancora don Paolo. D’altra parte sarà necessario rispondere alle esigenze dei molti genitori che, tornando al lavoro, avranno difficoltà nella gestione dei figli. “Per questo come oratori stiamo cercando di rilanciare il tema della rete: non possiamo farcela da soli e l’autoreferenzialità oggi non è più possibile. Bisogna mettersi al servizio della comunità . C’è poi la questione grossissima delle responsabilità igienico sanitarie, che non si possono buttare addosso ai parroci, ma che dovranno essere gestite dalle istituzioni. A questo proposito, come oratori a livello regionale, stiamo curando dei protocolli perché questi criteri vengano condivisi”.
Cambia anche il concetto di estate, che per i grest e le proposte educative degli oratori si è sempre limitata al mese di giugno: “Quest’anno immaginiamo un orizzonte più frammentato e distribuito nel tempo, fino ad agosto” sottolinea don Paolo. “D’altr parte, c’è la grossa partita educativa che non può essere congelata: non si può far finta che per sei mesi le relazioni siano semplicemente interrotte. Per questo siamo preoccupati per la tenuta della relazione educativa tra educatori e mondo giovanile. Bisogna capire cosa serve a ragazzi, quali sono le urgenze. Per questo ci immaginiamo tavoli locali che con la regia delle istitutzioni si trovino risposte alle domande”.
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