Inchiesta Csm, nelle chat anche le nomine al tribunale di Cr L'indignazione di Palamara
âA fare da sfondo alla indignazione di Palamaraâ, scrive âIl Giornaleâ, âcâè una brutta storia che ha investito in pieno la sua corrente nella ricca e tranquilla Cremona: le manovre per conquistare la poltrona di presidente del tribunale".
Nelle chat dellâinchiesta sul Csm che coinvolge Luca Palamara, il magistrato finito al centro dello scandalo e accusato di corruzione, divolugazione di informazioni riservate e scambio di favori, si parla anche della vicenda riguardante i presunti tentativi di condizionare le nomine al tribunale di Cremona che nel giugno del 2018 scosse gli ambienti giudiziari cremonesi e non solo, quando furono indagati il giudice Giuseppe Bersani, allâepoca presidente della sezione penale e facente funzioni di presidente del tribunale di Cremona, e il collega Tito Preioni, ex presidente della sezione civile del tribunale di Lodi, in passato giudice a Cremona, entrambi con lâipotesi di accusa di corruzione in atti giudiziari. Ci sarebbero stati tentativi di condizionare le procedure di nomina dei capi degli uffici giudiziari in favore dellâelezione di Preioni, movimenti che sarebbero stati effettuati fuori dalle procedure ufficiali. A Palamara, ex segretario dellâAssociazione nazionale magistrati e allâepoca dei fatti influente membro del Csm, la fuga di notizie riguardante la vicenda di Cremona non è andata giĂš.
âA fare da sfondo alla indignazione di Palamaraâ, scrive âIl Giornaleâ, âcâè una brutta storia che ha investito in pieno la sua corrente nella ricca e tranquilla Cremona: le manovre per conquistare la poltrona di presidente del tribunale. Tra gli aspiranti, il giudice Tito Preioni, sostenuto da Palamara. Ma lâappoggio del leader di Unicost a Preioni non basta. CosĂŹ ecco una curiosa trasferta a Roma in cui Preioni viaggia in compagnia di un altro giudice: il suo amico Giuseppe Bersani, che in quel momento presiede pro tempore il tribunale. Ad accompagnarli e a pagare tutte le spese del viaggio, lâavvocato Virgilio Sallorenzo, cui Bersani affida da sempre numerosi e ben remunerati incarichi professionali. Il terzetto va a trovare un amico di Sallorenzo, lâavvocato Antonio Villani: che è soprattutto lâex socio di studio di Paola Balducci, politica dei Verdi, in quel momento anche lei membro âlaicoâ del Csm. E la Balducci viene portata a cena, con un solo obiettivo: convincerla a portare anche il suo voto su Preioni.
La missione fallisce, perchĂŠ al momento del primo voto la Balducci vota lâaltra candidata, Anna Di Martino. La partita è ancora aperta, ma prima che la pratica approdi al plenum del Csm scoppia un pasticcio: il Corriere della sera rivela che la procura di Venezia sta indagando sullâavvocato Sallorenzo e sui due giudici cremonesi per corruzione in atti giudiziari, perchè âcon lâintervento di mediatori esterni che offrono alle toghe magari alle stesse toghe dalle quali ricevono gli incarichi professionali opportunitĂ di accesso e di interlocuzione diretta con consiglieri del Csm in vista del votoâ. Per il gruppo di Palamara è una brutta botta, perchĂŠ Bersani è organico ad Unicost: lo spiega bene il 17 maggio 2018, un mese prima dello scandalo, lo stesso Palamara a una tale Silvana, spiegando di avere votato âPreioni amico del nostro Bersani, a sua volta amico di Morliniâ: cioè di Gianluigi Morlini, il consigliere del Csm che sarĂ poi travolto dalle intercettazioni.
La corrente di sinistra, Area, fa un comunicato stigmatizzando i fatti di Cremona. Ma a quel punto Palamara e il suo amico Massimo Forciniti vanno su tutte le furie. âIl tuo amico Morlini cosa consiglia di rispondere ad Area su Tito Praioni?â âParlane con la Balducciâ âO vogliamo parlare del collega di Trani?â: è una frase brutale, Palamara medita di vendicarsi rendendo nota la vicenda della nomina nel tribunale pugliese, assai controversa, di un giudice di sinistra. E poi, ancora Palamara: âPerò quelli di Area sono veramente scorrettiâ âAmici tuoiâ âLoro a che titolo sapevano che Preioni era indagato? Chi glielo ha detto?â âAppuntoâ âSono indeciso se fare un esposto alla Procura della Repubblica sulla fuga di notizie su Preioni ora mi sono rotto i coglioniâ.
Peccato che una settimana prima dello scoop del Corriere, Palamara e i suoi sapessero giĂ tutto: âCiao Luca, immagino che tu abbia saputo di Preioni (e di Bersani, e di altro). Forse sarebbe il caso di fargli considerare una exit strategy dignitosaâ, gli scrive il suo amico Vittorio Masia. Ma Palamara si guarda bene dal rendere nota la vicenda: la libertĂ di stampa va bene solo fin quando non ci vanno di mezzo gli amiciâ.
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